Fonte sulfurea: E' la più copiosa e conosciuta delle numerose sorgenti disseminate un po' in tutto il territorio. Sgorga da una roccia entro una cavità artificiale della fine del XIX sec. e fu utilizzata a lungo a scopo curativo nello Stabilimento Idroterapico. E' situata in una zona pedonale ed è raggiungibile dal centro del paese tramite una breve passeggiata, anch'essa pedonale.
Fonte della "fornace": così chiamata perchè sgorga nella zona in cui sorgeva un'antica fornace di calce. E' raggiungibile con una breve passeggiata, partendo dalla fonte sulfurea e percorrendo la SP 166 per un breve tratto. Poco prima dell'officina del fabbro prendere il viottolo a sinistra, guadare il rio Morsone e proseguire lungo il sentiero che costeggia il corso d'acqua in direzione del paese.
Fonte dell'"acqua amara": sgorga da una roccia sul greto del Rio Morsone e deve il suo sapore particolare ai sali di magnesio che vi sono disciolti. E' raggiungibile sempre percorrendo la SP 166. Oltrepassare l'officina del fabbro e il primo ponte. Poco dopo il Bed & Breakfast Villa Teglia, in corrispondenza di una curva a gomito della strada c'è un piccolo spiazzo (una/due auto) dal quale scende un sentierino che conduce al greto del torrente, alla fonte e all'omonimo "laghetto".
Ruderi del Castello: sovrastano l'abitato che si riesce quà e là ad intravvedere attaverso la folta vegetazione. Un ripido sentiero che si snoda alle spalle della chiesa parrocchiale conduce in una decina di minuti a quello che resta dell'antico castello. I ruderi sono anche raggiungibili con una passeggiata un poco più lunga, ma senz'altro più agevole, dalla località Ruzzo con la possibilità di cimentarsi in un percorso ginnico attrezzato.
Ponte "Romano": Il ponte "romano" o dei "pagani" sorge nei pressi della confluenza del torrente Lemme con i rii Morsone e Carbonasca, sull'antica via di accesso al borgo, dove probabilmente venivano riscossi i dazi. La sua costruzione è databile fra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo
Monte Tobbio (1092 mt slm): posto entro i confini del Parco Naturale Capanne di Marcarolo è il regno di un gran numero di pianticelle di rara bellezza: l'astro alpino, la rosa alpina, il tulipano selvatico, la rosa pendulina. E' raggiungibile sia dal paese, partendo dal Ruzzo o dalla Piazza della Chesa ,via ruderi del Castello in circa due ore e 45'di cammino oppure dal valico degli Eremiti in un ora e mezza. Sulla vetta, la chiesetta dedicata a N. Signora di Caravaggio offre un discreto rifugio in caso di cattivo tempo. In giornate particolarmente limpide il panorama che vi si gode è straordinario, spaziando dalle Alpi al Mar ligure fino alla Corsica.
Voltaggio (342) - Monte Tobbio (1092) L1 Difficoltà: media
ore 2:45 Sviluppo: da Piazza Garibaldi prendere il sentiero che conduce ai ruderi del castello e proseguire fino a raggiungere un bivio. Lo stesso bivio è raggiungibile anche dalla località Ruzzo percorrendo il sentiero caratterizzato da un percorso ginnico. In ogni caso proseguire la strada in salita fino ad attraversare il versante settentrionale del Bric Brughè A quota 580 e dopo poco meno di un'ora dalla partenza si raggiunge un altro bivio con segnalazione. Non piegare a destra ma proseguire prima in salita e poi in piano. Una breve discesa conduce in prossimità del Pulpito del Diavolo che sovrasta il rio Lavaggè (Rio Lavezze) Il sentiero prosegue lungo Costa Cravara alternando tratti in salita ad altri piani e attraversando aree rimboschite a pino fino a congiungersi con con il sentiero A1 proveniente dal valico degli Eremiti (quota 740 - oltre un ora e mezza dalla partenza) per raggiungere poi il Passo della Dagliola (quota 856 - a circa due ore dalla partenza) Si prosegue quindi fino a raggiungere un bivio a quota 985 con indicazioni. Ancora qualche ampio tornante e lungo le pendici est del Monte Tobbio e si raggiunge la vetta a quota 1092 s.l.m. dopo 2h,30 / 2h,45 e aver percorso oltre 5 chilometri e mezzo.
Valico Eremiti (559) - Monte Tobbio (1092) A2 Difficoltà: media
ore 1:35 Sviluppo: Raggiunto il valico attraverso la SP166 si segue il sentiero a destra della della cappelletta (gurdandolo l'edificio) Un aplissimo tornante va ad intersecare un breve tratto del sentiero A1 che si lascia a sinitra per proseguire sempre con ampi tornanti attraverso una pineta. Il sentiero va quindi a congiungersi con con il precedente L1 che congiunge il Passo della Dagliola alla vetta del Monte Tobbio dopo poco più di un'ora e mezza e cirva 3 chilometri e mezzo.
Valico Eremiti (559) - Passo della Dagliola (856) Difficoltà: media
ore 0:45 Sviluppo: Pendici Nord Monte Tobbio - Passo della Dagliola
Voltaggio (342) - Monte Zuccaro (768) Difficoltà : media
ore Sviluppo: é identico al precedente, ma una volta giunti in località C.se Tuè si prosegue lungo il sentiero E/1 fino alla località Colla del Prete dalla quale si diparte il sentiero che conduce al Monte Zuccaro.
Voltaggio (342) - Borlasca (432) Difficoltà: facile (passeggiata)
ore 2 ca. Sviluppo: Risalendo il corso del Rio Barca si superano le cascine Barchetta e Albergo dei Frati entrando in Provincia di Genova. Qui termina anche l'agevole tratto asfaltato. Piegando a sinistra ci si immette per un tratto sul sentiero europeo E/1, seguendo il quale è possibile proseguire per Sottovalle e quindi Arquata S. Abbandonandolo invece dopo un breve tratto in località C.se Tuè (606) e prendendo il sentiero a destra si costeggia il rio Borlasca fino alla località medesima dalla quale si può scendere a Pietrabissara.
Voltaggio (342) - Cascina Maggia (400) Difficoltà: facile (passeggiata)
ore 1 ca Sviluppo: Usciti dal paese in corrispondenza del ponte romano, si attraversa la provinciale e si imbocca la strada che percorre il Rio Carbonasca in località Ca' di Cecco. Si percorre quindi la strada pianeggiante che risale la valle. Solo l'ultimo tratto, dopo la cascina Acquegiunte non è asfaltato. Poco prima di quest'ultima, è possibile piegare a sinistra verso la cascina Ciliegia (500) e percorrere un sentiero più impegnativo che conduce al sentiero europeo E1 ed al Monte Porale (835).
Voltaggio - Briglia del Rio Lavagetta Difficoltà: facile (passeggiata)
ore 0:45 Sviluppo: in prossimità del ponte posto all'ingresso del paese sulla strada per Genova, si prende la stradina che conduce in località Ruzzo. Da lì, superata la sbarra che impedisce l'accesso veicolare ai non autorizzati, si prosegue per un agevole sentiero, attraversando il rio che inizialmente è a sinistra e poi a destra di chi procede fino al arrivare ad una brigli di contenimento delle acque dove finisce il sentiero ben visibile. In corrispondenza di questo punto la gola si restringe ed è possibile notare una tipica "marmitta" scavata dall'erosione fluviale.